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Elettromiografia ed Esame Baropodometrico (Esami Diagnositici)
L'elettromiografia è un esame strumentale in grado di dare informazioni sulla funzionalità dei nervi periferici e dei muscoli scheletrici. Un defict a carico del Sistema Nervoso Periferico (SNP) evidenziato dalla visita neurologica, dovrebbe essere approfondito con l’esame elettromiografico, soprattutto quando non sono chiare: la sede di lesione, l’entità ed il tipo di lesione. L’EMG si occupa dello studio dell’attività muscolare e dei Potenziali di Unità Motoria (PUM) registrate con un elettrodo ad ago infisso nel muscolo. In tal modo si studierà il tipo di reclutamento muscolare, la morfologia dei Potenziali di Unità Motoria (PUM) e la presenza o meno di attività elettrica spontanea in condizioni di riposo. Sulla base del deficit neurologico, l’elettromiografista progetta i dettagli dell’esame, valutando quali nervi e muscoli esaminare; la durata dell’esame può variare dai 10 ai 40 minuti. L’esame prevede l’inquadramento anamnestico e clinico del paziente, integrato dalle informazioni fornite dal medico che ha prescritto l’esame, insieme agli accertamenti di laboratorio e strumentali fino ad allora eseguiti. E’ di fondamentale importanza che il paziente ricordi di portare in visione le precedenti cartelle cliniche, nel caso sia stato precedentemente ricoverato, e tutti gli accertamenti fino ad allora eseguiti, comprese in modo particolare la TAC e o la Risonanza Magnetica. Tali accertamenti possono aiutare l’operatore a inquadrare con maggior precisione il problema.

Esame Baropodometrico
Esame Barometrico

Oggi lo studio del piede e del passo viene compiuto con tecnologie avanzate: informatica, microelettronica, bioingegneria. L'esame baropodometrico, ortostatico e dinamico, è volto a prevenire l'insorgere di complicazioni che possono riflettersi sulla struttura corporea perché fornisce informazioni sulle pressioni scambiate tra piede e terreno, la stabilità, la distribuzione del peso corporeo, i sovraccarichi metatarsali, digitali, ecc. Il sistema, tramite la valutazione approfondita dello svolgimento del passo, evidenzia alterazioni deambulatorie (pronazioni, instabilità, ecc.) derivate da problemi del piede, caviglia, ginocchio, ecc. ed è infatti richiesto dagli specialisti nella valutazione periodica dei pazienti per affinare meglio la diagnosi e per dare più precise indicazioni terapeutiche. La valutazione baropodometrica è indispensabile per studiare il comportamento del piede in condizione statica, dinamica per impostare la costruzione del plantare ortopedico: essa è indicata sia per il piede pediatrico (piattismo, varismo, valgismo), che per l'adulto con problemi di appoggio (metatarsalgie, talloniti, fasciti ecc.), oltre ai soggetti diabetici con problemi vascolari e negli sportivi ove i disturbi da sovraccarico sono molto frequenti, ma può essere utile a tutte le persone che hanno problemi alle estremità o di deambulazione, o di deformazione (alluce valgo, dita a martello, ecc.), oppure presentano callosità, duroni, o lamentano disturbi al ginocchio, all'anca od alla colonna vertebrale, ecc.
Esame Barometrico
Il paziente cammina su una pedana dotata di sensori di pressione in grado di analizzare i carichi sia in statica che in dinamica e di trasmetterli ad un computer. Si rilevano in tal modo le alterazioni fra destra e sinistra, sia da fermi che camminando, la distribuzione fra retropiede e avampiede, gli appoggi metatarsali e dei talloni. • L'esame può essere eseguito a piedi nudi, per valutare patologie da individuare le zone di sovraccarico, e con le scarpe, per verificare la congruità della correzione dell'ortesi plantare. • Il test prevede: controllo in ortostatismo bipodalico (esame statico) e/o indagine del passo durante l'evoluzione cinetica del movimento (esame dinamico). • Le misurazioni effettuate sono accompagnate da documentazione a colori con analisi dei valori pressori in automatico con confronto dei parametri di normalità. • Lo studio baropodometrico consente al paziente di avere una chiara visione della distribuzione delle superfici e dei carichi esercitati sul piede, aiutandolo a conoscere meglio il proprio appoggio. Partendo dalla distribuzione del carico corporeo sui piedi sono infinite le patologie che si possono scoprire a carico dell'apparato locomotore e quindi determinarne una soluzione globale che permetta di fare una diagnosi più precisa, non solo per quanto riguarda l'appoggio dei piedi su un'eventuale ortesi plantare, ma talvolta, di sostenere persino le strutture superiori che sono conseguentemente coinvolte. Questo accade perché tali strutture sono alla ricerca di un equilibrio e pertanto si adattano a nuove posizioni non sempre ottimali ma spesso antalgiche e scorrette.
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